PROTESI ALL'ANCA

Intervento di protesi all'anca:
endoprotesi, artroprotesi o revisione

Perché eseguire un intervento di protesi all'anca?

L’intervento di protesi all’anca è indicato in caso di coxartrosi primaria o secondaria a displasia o fratture.
L’indicazione all’intervento è il dolore intenso a carico dell’anca e la limitazione della mobilità articolare che impediscono il corretto svolgimento delle attività di vita quotidiana.

Gli interventi di sostituzione dell’anca sono fondamentalmente di 3 tipi:
o Endoprotesi (sostituzione parziale): viene sostituita solo la parte femorale dell’articolazione, inserendo una protesi con stelo e testa che sostituisce quella anatomica.
o Artroprotesi totale di anca, PTA (sostituzione totale): intervento su entrambe le componenti articolari, femorale e acetabolare;
o Revisione (reintervento): sostituzione di una protesi precedentemente impiantata, in caso di mobilizzazione per causa meccanica o infettiva

Quali sono gli effetti dell'intervento?

L’intervento di protesi d’anca è un intervento che solitamente ha ottimi risultati in termini di scomparsa del dolore e di recupero funzionale.
La scelta del momento nel quale effettuare l’intervento è determinata dall’indicazione dell’ortopedico ma non può prescindere dalla volontà del paziente e dalla sua consapevolezza.
Va sempre considerato che sono possibili in rari casi alcune complicanze post-operatorie precoci o tardive: ematoma, tromboflebite, embolia polmonare, paralisi di un nervo periferico, lussazione della protesi, infezioni, fratture periprotesiche, ossificazioni.

Procedura pre e post operatoria

Prima dell’intervento devono essere fornite adeguate informazioni riguardo a:
• tipo di intervento e decorso post-operatorio,
• precauzioni da adottare per evitare la lussazione,
• come entrare e uscire dal letto,
• come sedersi e alzarsi da sedie e WC,
• come gestire il deambulatore o gli antibrachiali

 

Già in seconda giornata dopo l’intervento è possibile iniziare a camminare con il deambulatore e dopo 5-7 giorni è possibile la dimissione dal reparto di ortopedia già in grado di alzarsi, sedersi, deambulare per brevi tragitti con deambulatore o antibrachiali.

La deambulazione viene ripresa progressivamente nelle settimane successive all’intervento, concedendo il carico sull’arto operato in modo personalizzato in base al tipo di impianto di protesi e alla qualità dell’osso. Tali indicazioni devono essere fornite dall’ortopedico che ha effettuato l’intervento e che sceglie la soluzione più opportuna.

Si definisce: carico sfiorato = carico max 5 kg; carico parziale = carico inferiore al 50% del peso corporeo; carico progressivo = carico che si incrementa gradualmente; carico completo = carico totale

Anche l’esecuzione delle scale nella fase post-operatoria richiede un adeguato addestramento alle modalità corrette dell’esecuzione.

Il percorso riabilitativo post operatorio

È fondamentale un percorso riabilitativo che inizi precocemente e consenta di ridurre le complicanze post-operatorie.
Per ottenere però un completo recupero della mobilità dell’anca operata e un livello di autonomia che soddisfi le aspettative del paziente, è necessario che il trattamento riabilitativo prosegua nelle settimane successive.

Tale fase del recupero può essere effettuata a domicilio con presa in carico da parte di ADI o in regime di ricovero riabilitativo estensivo o intensivo in relazione alla presenza di altre patologie.
Gli obiettivi del trattamento riabilitativo sono personalizzati in base al tipo di intervento effettuato e alle condizioni precedenti del paziente e prevedono:
• il controllo del dolore
• il rinforzo della muscolatura
• il recupero dell’articolarità
• il recupero dell’autonomia nei trasferimenti, della deambulazione con ausili e nel fare le scale, nelle ADL
Molto utile al trattamento riabilitativo è anche l’idrochinesiterapia che consente un recupero più completo della muscolatura e dell’articolarità e migliora l’equilibrio e la coordinazione.